SUPEREVA

Sette veli per il re favole senza bambagia
De Gregori, Battiato, Guccini, Moni Ovadia e tanti altri in un disco per genitori e figli. Il ricavato in beneficenza

Sette veli intorno al re è un disco di canzoni per bambini, ma totalmente diverso nella concezione, nella realizzazione e nel risultato, da tutti gli zecchini d'oro possibili e immaginabili. E con una lista di partecipanti che
pare un parterre de roi: Francesco De Gregori, Francesco Guccini, Franco Battiato, Moni Ovadia, Faisal Taher dei Daunia, Carlo Taranto della Gialappa's, Stefano Bollani, Fausto Cigliano, Don Riccardo Simionato (missionario in Madagascar), il flautista tibetano Nawang Khekhog e vari strumentisti di rango.
Ma il centro del progetto non sta nelle nobili presenze quanto nella volontà di fare un disco senza moine, con brani originali che svelano la complessità della vita e del mondo come ricchezza e non come paura. Parte del ricavato è destinato a progetti per l'infanzia di Emergency, dell'Associazione Progetti ECAR Mandabe e del Tibetan Children' Village. I deus ex machina di questo Sette veli intorno al re sono tre fra i migliori musicisti italiani: Michele Fedrigotti, Carlo Sinigaglia e Ares Tavolazzi. Abbiamo incontrato i primi due per parlarne.

Da cosa nasce questo progetto?
E' quasi una scommessa. Le motivazioni stanno nella volontà di colmare un vuoto nella canzone per bambini, cercare la diversità dagli stereotipi. E' una proposta di ascolto diverso, di qualità, che crei un'attenzione più viva anche per i genitori, per offrire un materiale musicale e culturale che pensiamo oggi manchi.

Come sono avvenute le scelte?
Si basano sulle nostre tre diverse estrazioni, con una comune sensibilità verso questo progetto. C'è un intento di educazione musicale attraverso vari generi e vari strumenti. Ad esempio non c'è un violino, ma il violino. Abbiamo cercato una qualità di esecuzione per arrivare ad avere un ascolto che possa rimanere nella memoria di un bambino. Ma anche negli arrangiamenti abbiamo voluto una sobrietà anche quando gli strumenti sono molti: non abbiamo messo delle cose solo perché ci stavano bene. Stessa cosa è avvenuta con le armonie e con i timbri. La parte finale del disco tocca diversi mondi e diverse religioni che avessero un'attenzione comune alle culture dell'infanzia. Ma la presenza di generi diversi non è la citazione di generi diversi, perché per un bambino non ci sono categorie preconcette. Abbiamo cercato di arrivare all'essenziale anche sfrondando la retorica dell'impostazione di un genere.
Questo disco può essere anche uno strumento pratico...
Sì, c'è un influenza diretta sul bambino per l'utilizzo nella quotidianità, in casa. Questo nella ninna nanna cantata da Battiato o nel pezzo Il bagno cantato da Guccini, ma anche negli altri. Con il brano L'alfabeto puoi davvero imparare l'alfabeto, con Il re delfino e La luna e il dito, con il testo scritto da De Gregori, messe di seguito non a caso, si crea una situazione particolare, una tranquillità, un calore, un ritmo morbido che non agita il bambino. Francesco ha scritto il testo con questa intenzione.

Come sono andate le cose con lui?
Il progetto gli è piaciuto molto. Gli abbiamo fatto sentire una musica che aveva fatto Ares e lui ci ha detto che avrebbe voluto scrivere un testo su quella. Quando abbiamo registrato, inizialmente noi suonavamo in uno studiolo e lui cantava in un altro, ma ben presto abbiamo capito che avremmo dovuto fare tutto insieme, anche con i riverberi dei microfoni, per rendere meglio il calore.

E l'idea di coinvolgere tutti questi ospiti?
L'idea iniziale era quella di essere noi a cantare le canzoni. Ma poi Franco Battiato ci ha detto "ma ne siete convinti? Non potreste chiamare dei cantanti?". E lì è venuta fuori l'idea di coinvolgere gli artisti con cui di
solito collaboriamo. Vogliamo sottolineare la loro adesione al progetto, oltretutto gratuita. Hanno messo in gioco qualcosa di molto personale, proprio perché si parla d'infanzia. Con Guccini abbiamo registrato la sua voce nella cucina di sua madre. Ed è bello che nella canzone canti "come quando nella mamma mi pareva navigare". De Gregori e Battiato ci hanno invece ospitato negli studi dove stavano lavorando.
E' un disco anche per i genitori, è scritto da padri...
E' un disco per la relazione, il brano Sette veli è proprio sulla relazione, ed è quello più per gli adulti. Volevamo dar voce al virile affettuoso che si occupa dell'infanzia, in contrapposizione al virile guerrafondaio.
Presentate la realtà per quella che è, senza infingardaggini...
Sono favole ma senza bambagia. Con un bambino sei quel che sei. Anche ad esempio davanti al brano cantato da Moni Ovadia e alla sua voce. Che è molto forte, i bambini piccoli restano incantati perché c'è la magia della novità. La tradizione ebraica è diversa dalla nostra, ma la sensazione di un adulto è diversa da quella di un bambino. Non abbiamo voluto nascondere degli aspetti duri, pur selezionando cosa far passare. E' un disco dolce ma non edulcorato.